Arte Artisti
Marina Abramovic


Marina Abramovic
è un’artista serba, nata nel 1946 a Belgrado, specializzata in Performance Art e Body Art; nella sua carriera artistica, ancora in corso, esprime quindi attraverso il suo corpo, e con gesti a volte estremi, vari aspetti della femminilità, della sessualità, momenti del quotidiano, e interpreta temi di etica e socialità della realtà contemporanea. Marina Abramovic studia all’Accademia di Belle Arti di Belgrado e di Zagreb e crea le sue prime performance nei primi anni ’70; fin dall’inizio il suo lavoro indaga il rapporto tra artista e pubblico, i limiti e le capacità del corpo e della mente. Un momento molto alto della sua carriera fu nel 1997 quando vinse il Leone d’Oro alla XLVII Biennale di Venezia con la performance Balkan Baroque nel corso della quale lavava scheletri seduta su una pila di ossa animali, come atto di purificazione per la sanguinosa guerra dei Balcani.

Tra le numerose performance di Marina Abramovic, ricordiamo:
-“Rhythm 10”, 1973. La sua prima performance, dove la Abramovic esegue il “gioco” nel quale colpi di coltello sono diretti tra le dita aperte della mano. Ha dieci coltelli e, ogni volta che si taglia, deve prenderne uno nuovo, registrando l'operazione. Terminati i coltelli, la Abramovic ascolta la registrazione, i suoni e tenta di ripetere gli stessi movimenti, cercando di replicare gli errori, mescolando passato e presente: “Una volta che sei entrato nello stato della performance, puoi spingere il tuo corpo a fare cose che non potresti assolutamente mai fare normalmente.” In successive performance mette ancor più in pericolo il proprio corpo e la sua stessa vita, o perché lascia volontariamente il suo corpo in balìa del pubblico o perché perde i sensi in un gioco di fiamme che la priva di ossigeno e, in entrambi i casi un pronto intervento dello stesso pubblico la mette in salvo. A proposito dell’esperienza con il fuoco Marina Abramovic più tardi commentò: “Ero molto arrabbiata perché avevo capito che c’è un limite fisico: quando perdi coscienza non puoi essere presente; non puoi performare.”
-“Impoderabilia”, 1977. Nella performance, mostrata per la prima volta a Bologna, la Abramovic e Ulay sono in piedi e nudi ai lati di uno stretto passaggio. Il pubblico era costretto a passare in mezzo a loro ed era messo di fronte ad un’imbarazzante scelta: se girasi di lato verso il nudo maschile oppure scegliere quello femminile.
- The Great Wall Walk, 1988. Nel 1976 Marina Abramovic inizia la relazione e la collaborazione con l’artista Ulay. Dopo dodici anni interrompono il loro rapporto sia sentimentale che creativo, scegliendo di rappresentare questo loro percorso di vita, attraverso una lunga performance durata 90 giorni e raccontata nel video The Great Wall Walk. Ulay e Marina Abramovic, camminano partendo dalle due direzioni opposte della Muraglia Cinese ed incontrandosi a metà strada si dicono addio.
- Seven Easy Pieces, 2005. Sette notti consecutive di spettacoli al Guggenheim Museum di New York, dove Marina Abramovic ripercorre alcune conosciutissime performance degli anni ‘60 e '70, sia sue che di altri autori, su cui si ha scarsa documentazione. Seven Easy Pieces esamina la possibilità di rifare e conservare una forma d'arte che è, per natura, effimera.
- Balkan Erotic Epic, 2006. Videoinstallazione e filmato di 12 minuti; attraverso attori non professionisti, l’autrice ripropone alcuni riti arcaici legati alla fertilità, dalle esplicite connotazioni sessuali, appartenenti alle popolazioni balcaniche. Una riflessione sulla simbologia sessuale e sul suo collegamento con la natura.
Leggendo Marina Abramovic su Wikipedia potrete approfondire numerosi dettagli sulle sue performance e le sue motivazioni che l’anno portata ad esprimersi attraverso questo linguaggio.






 
SEO Søgemaskineoptimering - SEO
Adami Partners

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information